«Chiediamo umanità e stabilità»

L'universo dei giovani 23 feb 2024
I giovani. A sinistra Davide Suweis, program manager del consorzio Inest, a destra Davide Dal Maso, amministratore di Cdm Marketing COLORFOTO ARTIGIANA I giovani. A sinistra Davide Suweis, program manager del consorzio Inest, a destra Davide Dal Maso, amministratore di Cdm Marketing COLORFOTO ARTIGIANA

Due giovani. Due under 30 che scelgono la nostra città e il suo territorio. A Top 500 Vicenza sono stati il 26enne patavino David Suweis, program manager del consorzio Inest, e il 28enne di Trissino Davide Dal Maso, amministratore Cdm marketing srl e top 100 Forbes Under30, a parlare de “L’universo dei giovani”. «Lo scorso ottobre, dopo la laurea alla facoltà d’Ingegneria gestionale a Vicenza, ho iniziato a lavorare per Inest, un consorzio per l’innovazione in cui si gestiscono più di 100 milioni del Pnrr per quel che riguarda la ricerca scientifica - ha spiegato David Suweis, rappresentante degli studenti e direttore della rivista universitaria -. Metà di questo budget viene utilizzato per l’assunzione di nuovi ricercatori, metà per portare le conoscenze della ricerca nel nord-est». Ma quando, per Suweis, la nostra città è diventata così attrattiva da permettergli di pensare ad un futuro lavorativo? «Pur avendo avuto la facoltà universitaria di Padova vicino a casa, sono voluto venire a Vicenza per studiare Ingegneria gestionale; ho trovato delle sedi molto belle con dipartimenti d’eccellenza, questo anche grazie alla Fondazione Studi Universitari. Ho scoperto che studiare qui per me è stato un vantaggio, anche per la vivacità del campus. Vicenza si sta impegnando a diventare una città universitaria, in questi cinque anni i passi avanti li ho visti e vissuti in prima persona, ma manca ancora qualcosa. Penso ad esempio al welfare di contorno, alloggi, mense e attività sportive». Parlando invece di connessione tra facoltà e aziende David Suweis prosegue: «I professori hanno sempre fornito supporto e contatti con tirocini, stage e visite. Oggi, alla mia prima esperienza lavorativa, posso dire che la speranza dei giovani è quella di entrare in un ambiente sano, dove colleghi e amministratori sappiano chiedere “Come stai?”. Entrare nel mondo del lavoro è un salto, un aiuto umano in questo passaggio è fondamentale». La parola è poi passata a Davide Dal Maso, giovane imprenditore associato a Confindustria: «Sono l’esempio di uno dei tanti che è andato all’estero, ha fatto la sua esperienza, e poi è tornato in Italia. Ma devo dire che il periodo vissuto in Inghilterra è stato fondamentale: ho acquisito non solo competenze, ma anche la voglia di tornare poi a casa e a vent’anni aprirmi partita Iva per provare a creare la mia impresa. Lo step dell’estero ha una percezione molto forte sulla mia generazione perché dà l’idea di calare sul pratico tutte le nozioni apprese all’università. Per questo credo sia fondamentale lavorare su percorsi che consentano ai ragazzi e alle ragazze di andare all’estero, ma anche di tornare. A mio avviso ci sono alcuni aspetti da valutare per attrarre i giovani che in questo momento vanno cercando: la stabilità, la bellezza e l’innovazione ed infine la possibilità di avere certezze sulle competenze che stanno acquisendo. Invito a comunicare le belle storie che ci sono in azienda, aiutano a capire che quella realtà ha al centro le persone».

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