«La riforma del piano per il centro storico potrà rigenerare Vicenza»

L'attrattività 23 feb 2024
L'intervista. Luca Ancetti, con direttore del Giornale di Vicenza, con il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai COLORFOTO ARTIGIANA L'intervista. Luca Ancetti, con direttore del Giornale di Vicenza, con il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai COLORFOTO ARTIGIANA

La mia generazione ha vissuto il passaggio automatico del “compio 18 anni e prendo la patente”. Ma negli anni questo è cambiato e influisce moltissimo sull’attrattività dei territori».
È partita da questa considerazione la riflessione di Giacomo Possmai, sindaco di Vicenza, in dialogo con Luca Ancetti, condirettore del GdV, proprio sulle possibilità di rendere maggiormente attrattiva la città. Un elemento imprescindibile è rappresentato dal sistema dei trasporti, come la metropolitana di superficie: «In Italia, connesso al progetto dell’Alta velocità, c’è il quadruplicamento ferroviario - ha detto il sindaco - Significa che dove ora ci sono due binari ce ne saranno quattro. Sulla linea storica diventa possibile raddoppiare i treni regionali, negli orari in cui si spostano i pendolari. Lì c’è per il Veneto una potenzialità incredibile, collegata anche alla linea Vicenza-Schio. È indecoroso che in una regione come il Veneto la linea che collega il capoluogo alla zona più industrializzata della provincia abbia un treno che va ancora a gasolio. Abbiamo interloquito con gli enti preposti, ma ancora non abbiamo ancora visto nero su bianco». Ancetti ha introdotto il tema della cultura: «Può diventare lo strumento per dare una dimensione identitaria alla città, oltre che di attrattività? Gli imprenditori vicentini stanno dando una mano sufficiente?». «Vicenza è la città del “non avrei mai pensato” - ha risposto Possamai - questa è la frase del turista che arriva per la prima volta e vede il Teatro olimpico o la Basilica palladiana. Significa che ci si accorge della bellezza della città e del territorio solo se ci si arriva, a volte più o meno per caso. Riuscire a valorizzare la città e la provincia diventa determinante. Nell’iniziativa che ci ha visto mettere in dialogo tre capolavori, abbiamo riunito un istituto bancario e tante aziende, e la Basilica palladiana è diventata l’agorà della città. Penso che l’impresa ci stia a fare un patto su questo fronte». Un’opportunità è rappresentata dal giubileo di Monte Berico, che ricorrerà nel 2026: «È l’occasione per mettere in comunicazione il colle con la città, dove ci sono elementi di legame forte con chi è qui per motivi religiosi». La vivibilità di una città richiama il tema della sicurezza: «Vicenza non è diversa da altri capoluoghi del Veneto - è stata la considerazione di Possamai -. Come si rende il centro storico più vivo? Alla fine il problema è questo. Come fare in modo che il centro storico viva dopo le 9 di sera, anche nei mesi invernali, senza che ci sia una sensazione di insicurezza? La sfida principale è questa». Il centro risente anche della presenza di molti “vuoti”, palazzi e strutture non utilizzati: «Da un lato la presenza di brand di moda, che possono attirare persone, deve reggere da un punto di vista economico. Oggi Vicenza non ha queste caratteristiche, ma abbiamo la possibilità di lavorarci. Dall’altro, tante destinazioni pubbliche sono state portate fuori, ma anche qui ci sono prospettive importanti. C’è poi l’aspetto delle norme: la riforma del piano del centro storico può dare una grandissima mano per rigenerare la città».

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