C’ è un cambio di paradigma che ruota intorno alla tavola rotonda condotta da Marino Smiderle, direttore del Giornale di Vicenza, momento culminante della nuova edizione del “Top 500” ospitata nella sede di Zambon Health & Quality a Vicenza. E si tratta non tanto e non solo cosa possono fare i giovani per le imprese, ma viceversa cosa possono fare le aziende per i giovani. Ed è una prospettiva che Laura Dalla Vecchia, presidente di Confindustria Vicenza, allarga: «Per l’azienda - è stato il ragionamento - il problema fondamentale è attrarre il capitale umano, ma anche il territorio deve fare la sua parte. Oggi i giovani vogliono utilizzare bene il tempo, sono digitalizzati e ciò significa, banalmente, che non hanno bisogno di auto e motorino, i cui dati di vendita peraltro sono in calo». La patente non è più la priorità al compimento dei 18 anni e molti di loro non hanno la macchina, si muovono in treno per recarsi all’università a Padova e a Milano. Dove si fermano: «Ciò che li attrae sono i servizi di un territorio, a partire dai sistemi di trasporto. Il nostro appello - ha evidenziato la presidente Dalla Vecchia - è fare squadra con i rappresentanti politici, per attrarre persone servono logistica e servizi». Anche gli immigrati, senza infrastrutture adeguate, rischiano di abbandonare un territorio che, per le sue opportunità di lavoro, è sempre stato attrattivo.
Le infrastrutture
Temi sui quali, rispondendo alle domande del direttore sulle esigenze dei giovani, si è soffermato anche Edoardo Demo, presidente del Cisa - Centro internazionale studi architettura Andrea Palladio e docente universitario: «Oggi, grazie al lavoro di Fondazione studi universitari e dei tre atenei presenti in città di Verona, Padova e Iuav di Venezia, possiamo dire di saper attrarre studenti da altre città del Veneto e di altre regioni. Come pure studenti stranieri iscritti a Verona, attirati a Vicenza anche dal corso di laurea magistrale completamente in inglese come International economics and business. Ma, allargando lo sguardo dalla bontà dai corsi, c’ è da dire che il territorio presenta una sua attrattività. Oltre ad avere un brand fortissimo rappresentato da Palladio, sfida di bellezza e innovazione. Quello che chiedono però i giovani oggi è sì di fare una bella carriera, ma non hanno certo la priorità - evidenzia anche Demo - di prendere la patente. Se mi vogliono in qualche bella realtà dell’alto vicentino o di quale area periferica, è il ragionamento che emerge tra gli studenti, mi metteranno nelle condizioni di arrivare».
Le competenze
L’urgenza di trovare competenze resta uno dei temi all’ordine del giorno, come quello della necessità di aggiornamento continuo per il personale. E lo ha toccato Silvia Spillere, parlando dell’Academy nata all’interno di Telwin, azienda leader mondiale nella produzione di saldatrici con sede a Villaverla, di cui è vicepresidente e marketing manager: « È sempre più importante - ha raccontato - lo sviluppo delle competenze interne tramite l’aggiornamento continuo. Le nostre sono imprese che hanno la loro forza nella reattività, l’elemento di innovazione è sempre più pervasivo in quello che è il nostro fare, il nostro essere, produrre e progettare. L'allineamento delle competenze è il primo obiettivo dell’Academy, oltre poi a tutti i temi legati in modo specifico al business». Ma la crescita delle aziende si nutre anche dal confronto «con istituzioni, mondo politico, associazioni» perché «non c’ è più tempo di aspettare». Così come sul tema dell'inserimento di immigrati: «Una risorsa per le imprese che, nella gran parte dei casi, è necessario qualificare, sicuramente un aspetto importante per avere persone integrate». Il ponte Ed è un tema quello del confronto continuo di cui si “nutre” Mirco Gasparotto, presidente del gruppo Arroweld Italia con quartiere generale a Zanè e fondatore della community di imprenditori Pmi Osa, che monitora con «l’ascolto di 500 imprenditori a settimana». E che in parte “bacchetta” («Troppa operatività, poca managerialità») e spinge sempre di più verso la cultura d’impresa: «Ai genitori dico create delle difficoltà ai figli perché imparino a stare a galla. Ai figli dico contaminateci con la vostra freschezza, digitalizzazione e le vostre competenze. Ne uscirà un mix che non potrà che fare bene alle imprese. E per i giovani - evidenzia inoltre - devono essere create anche delle aspettative di guadagno importanti per farli restare». La spinta Le aziende sono a caccia di talenti, meglio se giovani. Ma il punto lo coglie la presidente Dalla Vecchia, evidenziando il tema del calo demografico. «Possiamo inventarci di tutto per attirare i giovani nelle nostre imprese, ma la realtà - sottolinea - è la mancanza di “materia prima”». «Se non si trova il modo di incentivare le nascite - è il suo ragionamento - non usciremo da questa situazione». Alcune ricette le mette sul tavolo, con lo sguardo sempre al pressing sulla politica: «Creare ad esempio - suggerisce - strumenti come la de-contribuzione per l’assunzione di colf e baby sitter che permettano alle donne di lavorare, di poter mettere al mondo figli e di poter gestire con serenità la propria famiglia. Un altro treno sul quale è necessario salire. E torna l'appello: «Serve un gioco di squadra con la politica».