Prima e dopo il Covid "Così sono cambiati i numeri delle aziende"

A caccia di talenti 23 feb 2024
La docente. Silvia Cantele, docente di Economia aziendale all'università di Verona, durante l'evento di martedì. COLORFOTO ARTIGIANA La docente. Silvia Cantele, docente di Economia aziendale all'università di Verona, durante l'evento di martedì. COLORFOTO ARTIGIANA

C’è il mondo “prima del Covid” e quello “dopo il Covid”. La pandemia ha creato una faglia di Sant’Andrea tra la realtà precedente e quella successiva, a tutti i livelli. Di certo anche nell’economia e nella vita delle aziende. Per capire come sono cambiate le performance delle imprese vicentine tra 2019, ultimo anno del “vecchio mondo” e il 2022, ultimo anno di cui sono disponibili i bilanci aziendali, il team del Dipartimento di economia aziendale dell’Università di Verona, che ha realizzato le analisi dei bilanci delle Top 500, ha fatto un’ulteriore passo avanti e ha estratto un campione di quasi 10 mila bilanci comparabili per verificare il trend del quadriennio. I risultati di questo approfondimento sono stati presentati da Silvia Cantele, docente di economia aziendale dell’Università di Verona. «Il fatturato e il totale attivo sono cresciuti per tutte le tipologie delle aziende ha spiegato Cantele, ma in maniera proporzionale alle dimensioni, quindi più per le grandi e meno per le piccole. Inoltre nelle piccole il fatturato è cresciuto più del totale attivo, portando a un miglioramento della rotazione del capitale». Quanto ai costi di produzione, tra 2019 e 2022 nelle grandi aziende la loro crescita è stata un po’ più alta del fatturato, nelle aziende medie sono aumentati in pari misura del fatturato, mentre nelle piccole il fatturato è salito più dei costi. Interessante anche quel che è successo, tra 2019 e 2022, ai risultati reddituali. «I margini sono cresciuti più del fatturato, e questo è un aspetto positivo. La crescita ha riguardato più le grandi aziende. L’Ebit invece ha avuto un trend diverso: le piccole aziende hanno visto una crescita del reddito operativo molto più alta delle medie e grandi, cosa che si traduce peraltro in una crescita del reddito netto molto inferiore». Il patrimonio netto è cresciuto in modo proporzionale alla dimensione, mentre la riduzione della posizione finanziaria netta è stata inversamente proporzionale alla dimensione. Un dato dolente arriva dal fatto che l’aumento dei tassi di interesse della seconda metà 2022 ha fatto salire il peso degli oneri finanziari a conto economico. Parametrato al 2019, le piccole hanno avuto oneri finanziari più alti del 37%, le medie del 13% e le grandi addirittura del 73%. «È probabile che quando si analizzeranno i risultati del 2023 questa situazione si ripresenterà, perché i tassi hanno continuato a salire – ha concluso Cantele -. Rivedremo dunque questa incidenza forte degli oneri finanziari e dovremo aspettare la riduzione dei tassi per avere un beneficio da questo punto di vista».

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