Di A cura dell'Ufficio Studi di PwC

C'è da ristabilire la fiducia nel futuro

FOCUS 25 feb 2021

L'anno trascorso è stato complesso anche per la provincia di Vicenza. Le stime per il 2020 infatti indicano una contrazione del Pil del -9,2% e il rimbalzo previsto per il 2021 (+6,4%) non permetterà un ritorno ai livelli pre-pandemia. Imprese e attori istituzionali hanno allora bisogno di lavorare insieme per individuare gli assi strategici lungo i quali fondare la ripartenza.

I TEMI DEL CICLO "ITALIA 2021". Proprio in quest'ottica, nel maggio del 2020, in PwC demmo il via ad un ciclo di incontri, poi approdato su Sky con 12 puntate intitolate "Italia2021", al quale hanno partecipato 80 ospiti di cui 22 amministratori delegati di aziende, 6 ministri, diversi giornalisti e rappresentanti del mondo associativo ed istituzionale. E ora arrivati al 2021, ecco qui la sintesi di questo lavoro quale nostro contributo. Da queste riflessioni emerge chiaramente l'esigenza di definire gli obiettivi strategici del Paese di medio-lungo periodo e avviare le riforme strutturali necessarie al loro raggiungimento, evitando gli errori commessi durante le crisi del 2008 e 2013, quando le risorse a disposizione vennero utilizzate soprattutto per la gestione dell'emergenza, senza investire in modo strutturale sul futuro. Tra i temi emersi nel corso di "Italia2021", per il territorio di Vicenza assume particolare rilevanza l'adozione e implementazione di nuove tecnologie nei processi industriali, in virtù dell'importanza che il settore manifatturiero ricopre nel territorio.

L'EVOLUZIONE DIGITALE. La pandemia ci ha costretti a intraprendere un rapido percorso di trasformazione ed evoluzione digitale del capitale umano, portando a risultati che difficilmente sarebbero stati raggiunti altrimenti. È tuttavia persistente un ritardo "digitale" dell'Italia. Secondo il Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione europea, l'Italia si posiziona al terzultimo posto in Europa per livello di digitalizzazione, con particolare criticità nell'area del capitale umano (dove occupiamo addirittura l'ultimo posto). A questo proposito nel 2019, l'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà (con il supporto tecnico dell'Ufficio Studi PwC) aveva proposto un intervento sistematico sulla evoluzione digitale del capitale umano presentando una proposta di legge sulla defiscalizzazione dei costi affrontati dalle imprese per la formazione digitale dei dipendenti; la proposta di legge è stata presentata in prima lettura alla Camera il 5 febbraio 2020 ed è ora in attesa di discussione in Commissione Finanze.Il cammino verso la ripartenza sostenibile e duratura dipenderà dalla capacità del Paese di definire e guidare i processi di innovazione. Le imprese devono giocare un ruolo chiave in questa sfida, dal momento che le opportunità offerte da digitalizzazione e robotizzazione si diffonderanno solo se prima verranno adottate e sperimentate dalle aziende.

INVESTIMENTI IN NUOVE TECNOLOGIE. Secondo i dati Istat, soltanto il 18% delle imprese italiane con più di 10 addetti presenta un livello alto o molto alto di digitalizzazione. La percentuale sale oltre il 57% tra le grandi imprese con oltre 250 addetti ed è quindi evidente che processi di crescita, aggregazione e capitalizzazione sono indispensabili affinché le aziende possano dotarsi delle risorse (finanziarie e umane) necessarie a effettuare investimenti in nuove tecnologie. Non è infatti un caso se solo il 50% delle aziende prevede di effettuare investimenti in tecnologie e digitalizzazione nel triennio 2019-2021, con un divario enorme tra il 90,5% delle imprese con oltre 500 addetti e il 45,4% delle imprese con meno di 10 addetti.L'adozione di strumenti digitali non può più essere considerato un elemento differenziante ma un prerequisito per fare impresa in ogni settore. I business model delle aziende stanno vivendo profonde trasformazioni sulla base delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Da un lato, l'automatizzazione di processi e operazioni permetterà un risparmio in termini di costi e di tempi, aumentando la produttività come dimostrato dall'implementazione delle tecnologie 4.0. Dall'altro lato, la raccolta e l'analisi di dati fino a pochi anni fa non disponibili consentirà di rivedere i business model sulla base delle esigenze e abitudini di clienti e consumatori, offrendo prodotti e servizi sempre più personalizzati per diversi settori, dal turismo ai beni di largo consumo, fino ai servizi finanziari. La possibilità di avere un'interazione costante con clienti e consumatori rende impossibile tornare a forme di comunicazione monodirezionali, imponendo al contempo una strategia di vendita e di marketing omnicanale.Trasformazione digitale e comunicazione giocheranno un ruolo chiave anche per sostenere la capacità delle imprese di affacciarsi sui mercati esteri. Interventi in tal senso assumono carattere tanto più strategico se si considera che Vicenza è la 3° provincia italiana per valore delle esportazioni

NUOVI STRUMENTI PER INTERNAZIONALIZZARE. La pandemia ha determinato una rapida e inaspettata contrazione degli scambi commerciali (per le esportazioni di Vicenza si stima un calo del -10,7% nel 2020, solo parzialmente compensato dalla ripresa del +,7,0% stimata per il 2021), ma gli operatori intervenuti nel corso di Italia2021 sono concordi nell'indicare che la capacità di competere in un mercato globalizzato e di rivolgersi ai mercati esteri rappresenteranno una delle chiavi della ripartenza del Paese. Tuttavia, almeno sul breve periodo, molte aziende potrebbero faticare a orientarsi in uno scenario globale rapidamente trasformato dalle limitazioni a mobilità, trasporti e comunicazione e reso più complesso dalla necessità di rispettare rigidi protocolli sanitari. Per questa ragione, promuovere l'internazionalizzazione delle imprese richiederà più impegno e strumenti nuovi, capaci di produrre benefici nell'immediato, ma allo stesso tempo anche di porre le basi per uno sviluppo di lungo periodo.L'organizzazione di fiere digitali e il supporto alle aziende per sviluppare l'e-commerce rappresentano un passo importante in tal senso, ma questo processo di trasformazione sarà incompleto se non sarà accompagnato anche da investimenti sul capitale umano e sulle necessarie competenze (ad esempio riconvertendo le figure di export manager in digital export manager), capaci di usare strumenti di marketing digitale. Questi interventi non sono solo indispensabili per rispondere all'emergenza, ma serviranno in futuro alle piccole e medie imprese per posizionarsi in un mondo nuovo, in cui è già chiaro oggi che il "fattore digitale" sarà irreversibile.

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE. Infine, la risposta alla crisi non può prescindere da un prolungato supporto ai consumi delle famiglie, per i quali nella provincia di Vicenza è previsto un rimbalzo del +5,1% nel 2021, dopo la flessione del -10,8% lo scorso anno. Il rilancio della domanda interna rappresenta infatti un elemento fondamentale per salvaguardare il mantenimento dei livelli di occupazione e di benessere della popolazione. In una prima fase il sostegno ai consumi è avvenuto in maniera generalizzata, ma già a maggio (quando si è svolto il primo incontro di Italia2021) era evidente che un sistema di incentivi a pioggia non si sarebbe potuto protrarre sul lungo periodo. L'investimento pubblico deve allora essere indirizzato selettivamente verso quei comparti capaci di generare un effetto moltiplicatore più alto sul PIL, individuando quali possano essere i settori strategici per la ripartenza, prediligendo le filiere che abbiano prevalente impatto sulle produzioni "nazionali" rispetto a quelle a primario vantaggio sull'import.Le imprese, soprattutto le piccole e medie, dovranno anche essere sostenute nell'identificazione e interpretazione dei nuovi trend di consumo. In particolare, l'accelerazione del trend di sviluppo dell'e-commerce offrirà opportunità alle imprese capaci di proporsi a nuovi consumatori, ma penalizzerà le imprese che accumuleranno un ritardo nella transizione digitale. La diffusione dello smart working imporrà un ripensamento di ubicazione e strutturazione degli spazi commerciali, individuando i nuovi centri attrattori di mobilità e socialità e offrendo una diversa esperienza di acquisto.

SERVE FIDUCIA NEL FUTURO. Il rilancio dei consumi dovrà anche confrontarsi con il permanere di un'attitudine al risparmio dettata da timore e incertezza. Ristabilire fiducia nel futuro è quindi imprescindibile, e ciò sarà possibile solo se le misure di contrasto alla crisi saranno adottate all'interno di una cornice unitaria e per un orizzonte temporale di medio periodo, elementi entrambi alla base della ratio di Next Generation EU.Riforme, progetti e priorità di investimento. Parole già sentite che devono essere interpretate e tradotte in un piano credibile, sostenibile, monitorabile. La sensazione che emerge dai tanti partecipanti del ciclo Italia2021 è che questa può essere, finalmente, la volta buona.